Debora Ferruzzi Caruso

 

 

Debora Ferruzzi Caruso nasce a Firenze il 4 ottobre del 1968, figlia unica di Imperia e Danilo anch’essi fiorentini. Fin da piccola vive in un ambiente dove l’arte viene vissuta non solo osservata; il padre eccellente disegnatore, illustratore di libri di medicina e topografo, un trisavolo pittore, la bellissima Firenze con i musei e le mostre. Sempre affascinata dal bello, la mamma bravissima ricamatrice.
Frequenta il liceo scientifico Piero Gobetti e sotto l’insegnamento del Prof. Perini impara le basi del disegno tecnico e del disegno dal vero ottenendo risultati brillanti.
Da bambina la chiamavano “mille idee”, e in effetti nonostante fosse figlia unica non si annoiava mai! Paziente, calma, mite, allegra, intelligente ma anche estremamente testarda. La sua curiosità l’ha portata ad esplorare e a studiare anche la scienza. I colori, la luce quali intimi segreti custodiscono? Così nel 1996 si laurea in Fisica affascinata dall’ottica, dalla luce per approfondire lo studio dell’Universo e la perfezione del Creato.
Conosce il suo Alberto al secondo anno di Università, stesso corso di laurea, stesse passioni per l’ottica, l’astronomia, stessa visione dei valori della vita. Si sposano nel maggio del 1998, ed insieme, poco dopo, superano un momento terribile, la morte dell’amato padre. Seguono anni in cui abbandona il disegno, la pittura…troppo doloroso affrontarla, riaprire quelle scatole di pennelli, lapis, matite tanto care ad entrambi. Ma poco prima che sia passato un anno, arriva il più bel dono di compleanno che abbia mai ricevuto… la nascita della primogenita Isabella. E a fugare un’altra tristezza che la vita ha riservato, un piccolo mai nato, arriva anche il più bel regalo di Natale, per San Nicola, la secondogenita Aurora! Ed è così che insieme ad Alberto crescono le loro bambine. Arriva il giorno dei primi disegni di Isabella, che emozione, che fantasia. Il fuoco sotto la cenere riprende ad ardere, la voglia dirompente di disegnare, di dipingere. Così si iscrive al corso di acquerello del pittore Luciano Piseri, e quei pennelli del padre che avevano un sapore amaro solo pochi anni prima, diventano punto di forza, di orgoglio, di voglia di fare per due, come se attraverso di lei avesse ancora voce il suo babbo che continua a sentire tanto vicino. Il corso di acquerello che le dà più forza e quello che finisce poco prima che nasca il terzo bambino, Michelangelo, dono splendido, nato per la Madonna del Carmelo ad arricchire, a completare.
Continua a frequentare i corsi di acquerello tenuti dal pittore Luciano Piseri, ricchi di nozioni, di scambio con gli altri allievi, di confronto, di ricerca, di saggezza pittorica.
Dell’acquerello dice: “quando voglio sognare, disegno e dipingo con l’acquerello. Così posso esprimere al meglio le mie emozioni”. Le piace rendere vivi i quadri attraverso la luce. Condivide le bellissime parole di Van Gogh: “Che cosa splendida è l’acquerello per esprimere l’atmosfera e la distanza, cosicché i personaggi sono come circondati dall’aria e sembrano poterla respirare”. E di Pierre Auguste Renoir “Com’è difficile capire nel fare un quadro qual è il momento esatto in cui l’imitazione della natura deve fermarsi. Un quadro non è un processo verbale. Quando si tratta di un paesaggio, io amo quei quadri che mi fanno venir voglia di entrarci dentro per andarci a spasso”.
Dal 2011 lavora presso l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri nei gruppi di ricerca di ottica adattiva ed infrarossa. Partecipa ai progetti di tecnologia astronomica attualmente più all’avanguardia, pubblicando al momento 42 articoli su riviste scientifiche. Ma la passione per la pittura è tale che pur lavorando a tempo pieno e gestendo una famiglia numerosa, riesce a partecipare con i suoi acquerelli, a mostre collettive ed esposizioni organizzate dall’Associazione Culturale Giuseppe Mazzon, di cui è socia. Si posiziona al terzo posto alla sua prima estemporanea in Montefioralle nel comune di Greve in Chianti, con una menzione particolare sulla tecnica dell’acquerello utilizzata. Insieme alla sua famiglia anche Simona, sua grande ed importante amica dai tempi del liceo, amante del bello, dell’arte, della poesia, della letteratura, la sostengono ed incoraggiano sempre nel dipingere.